Che cosa è il DOP?

E’ un dizionario senza precedenti: nessun paese al mondo ha fatto qualcosa di simile, solo, in parte la Germania. Il DOP si distingue dagli altri dizionari perché contiene un repertorio ricchissimo di parole, dell’uso comune o di terminologie particolari, e di nomi propri (nomi di persona, cognomi, nomi di luogo, come fiumi, città, paesi, ecc.).

La nuova edizione del DOP è molto più che un semplice aggiornamento: il contenuto del dizionario è infatti grosso modo triplicato: le voci italiane sono ora oltre 90.000 e circa 40.000 quelle d’altre lingue, mentre le voci già presenti nelle vecchie edizioni sono state perlopiù molto arricchite, anche coi risultati delle inchieste di più decenni sulla pronunzia di parole della lingua, cognomi, nomi di luogo di tutt’Italia.

Al fine di renderlo uno strumento consultabile in tutto il mondo e a portata di mano, Renato Parascandolo ne ha ideato e curato una versione multimediale per Internet, la quale consente di ascoltare cliccando sulla parola, la corretta pronunzia.

In tal modo Il DOP diviene facilmante consultabile anche per coloro che non conoscono i 60 segni dell’alfabeto fonetico. Attualmente è usato da tutti gli Istituti Italiani di Cultura nel mondo che organizzano corsi di italiano, dalle redazioni dei Tg e GR, dagli insegnanti, dai doppiatori, attori, giornalisti, avvocati, tutti coloro che parlano  abitualmente in pubblico. Undici anni di lavoro Rai di Genova, Roma, Napoli, Firenze e, naturalmente, Rai Eri.

Il  nuovo DOP è opera di Piero Fiorelli, l’unico autore ancora in vita; e di un giovane purista della lingua italiana che
poco più che ventenne era stato scelto dalla Enciclopedia Italiana per revisionare la parte fonetica della  piccola Treccani: Tommaso Borri.

tratto da  rai.it

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2 Commenti a “Che cosa è il DOP?”

  1. Michele San Pietro scrive:

    Salve, sono un amico di Tommaso (siamo stati in classe insieme alle medie) e sono linguista anch’io, se non lo avete già fatto, propongo di aggiungere al DOP gli elvetismi, e cioè i termini tipici della Svizzera italiana, che sono molto numerosi (recentemente, Sergio Savoia, un ottimo linguista svizzero di lingua italiana, ha pubblicato un belllissimo “Svizzionario”).

  2. Tommaso scrive:

    Ciao, Michele. Grazie della buona idea.

    Perché non ci suggerisci tu qualche scheda? Il mio indirizzo elettronico ce l’hai.

    Grazie ancóra. Ci sentiamo, spero, presto, e magari ci scambiamo anche notizie linguistiche.

    Ciao.

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