Pronto, chi parla? Con il telefono mangi di più

E’ uscito il secondo articolo della rubrica “Pubblicità: seduzione o banalità” di Natalia Borri su Domani. Questa volta si parla delle compagnie telefoniche, da Belen alla British Telecom.

Vi ricordate la pubblicità della Sip? Sembra archeologia, ma era solo il ’94 e la Telecom non si chiamava ancora Telecom. Massimo Lopez sta per essere fucilato dalla legione straniera e, come ultimo desiderio, chiede di poter fare una telefonata. Quella telefonata divenne talmente lunga da dar vita a una divertente e fortunata serie di spot che ci fece sorridere per diverse stagioni. Si basava su un’idea, geniale nella sua semplicità, che la comicità garbata di Lopez sapeva rendere credibile e vera: una telefonata allunga la vita. Gli italiani, da sempre loquaci e ciarlieri, vi si riconoscevano e si sentivano rappresentati. Era pur sempre uno sketch, ma aveva un suo perché e una sua dignità.

Poi arrivò la Omnitel. E con lei Megane Gale. Un’altra tipica storia italiana. Era il 1999 quando quella ragazzona australiana, perfetta sconosciuta al di fuori dei nostri confini, si spogliò per la prima volta di fronte a un posto di blocco, trasformandosi in 30 secondi nell’icona erotica più desiderata dai nostri maschietti. E fino al 2004 continuò, più spogliata che spigliata, ad arrampicarsi su fallici grattacieli, ad ammiccare negli autolavaggi e a nascondersi la card fra le tette, continuando a popolare le fantasie maschili e le chiacchiere nei bar. Cosa c’era dietro a quella pubblicità? La più becera e squallida tecnica di persuasione, che ha nella carne femminile la sua unica arma e che non si vergogna di dichiararlo. Insomma, non aveva una sua dignità, ma sicuramente si capiva il suo perché…

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vivalavida

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