Archivio di maggio 2010

“La Famiglia Tazza” sul Corriere della Sera Bari

venerdì, 28 maggio 2010

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La Famiglia Tazza!

venerdì, 28 maggio 2010

La Famiglia Tazza, sitcom ideata e realizzata da The Ad Store Bari per la nuova campagna pubblicitaria di IME S.p.A., cliente del settore design e arredo, è sul web, sui principali social network ed ora fa parlare di sé anche su Repubblica.
Leggi il post di Roberto Zariello su  http://zarriello.blogautore.repubblica.it/ e scopri il caratteraccio di Santa, le ambizioni di Bianca e le abitudini di Clemente e Felice Tazza su www.lafamigliatazza.it

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“Non c’è limite al peggio. Creativi di tutto il mondo, siete avvisati!”

lunedì, 24 maggio 2010

Ho trovato questo annuncio su un settimanale a diffusione nazionale. Difficile riassumere pensieri, sensazioni, giudizi.
Provo in poche parole: forse non ho capito niente, forse nessuno ha capito niente.
Grande! Così si fa senza esitazioni, senza perchè e percome, diritti al punto.
Eccezionale, come direbbe il mio amico Eremo.

PIEDE

“La vita fugge” di Petrarca

martedì, 18 maggio 2010

La vita fugge, e non s’arresta un’ora,
e la morte vien dietro a gran giornate,
e le cose presenti e le passate
mi dànno guerra, e le future ancora;

e ‘l rimembrare e l’aspettar m’accora,
or quinci or quindi, sì che ‘n veritate,
se non ch’i’ ò di me stesso pietate,
i’ sarei già di questi pensier’ fora.

Tornami avanti, s’alcun dolce mai
ebbe ‘l cor tristo; e poi d’altra parte
veggio al mio navigar turbati i vènti;

veggio fortuna in porto, e stanco omai
il mio nocchier, e rotte arbore e sarte,
e i lumi bei che mirar soglio, spenti.

postato da Giulia Zatti

“Ho sceso, dandoti il braccio…” di E. Montale

giovedì, 13 maggio 2010

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno milioni di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

postato da Salvatore Verazzo

“Lentamente muore” di Martha Medeiros

giovedì, 13 maggio 2010

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca o colore dei vestiti,
chi non rischia,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

postato da Anna  Lipinska

“Negligenza temporale” di Anonimo

mercoledì, 12 maggio 2010

Nel futuro avvenne che il Presente
si stancò di fare il presente e se ne andò.
Da quel giorno gli uomini vissero solo
di ricordi e di speranze.

postato da Federico P.

“Promemoria” di Gianni Rodari

mercoledì, 12 maggio 2010

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.

postato da Angela Melegari

“AMERICA INSORTA” (1800) di Pablo Neruda

martedì, 11 maggio 2010

La nostra terra, ampia terra, solitudini,
s’affollò di rumori, braccia, bocche.
Una taciuta sillaba bruciava,
componendo la rosa clandestina,
finché tremarono le praterie
coperte di metalli e di galoppi

Dura fu la realtà come un aratro.

Ruppe la terrà, stabilì l’impegno,
tuffò le sue propagande germinali,
nacque nella segreta primavera.
Fu ammutolito il suo fiore, respinta
la sua unione di luce, combattuto
il suo lievito collettivo
e il suo bacio alle bandiere nascoste,
ma essa si levò, travolse i muri,
e rimosse le prigioni dal suolo.

Il popolo oscuro fu il suo calice,
accolse la sostanza tormentata,
la propagò ai confini dei mari,
la pestò entro indomabili mortai.
Essa uscì con le pagine sferzate
e con la primavera sulla strada.
Ora di mezzodì, ora di ieri,
ora d’oggi di nuovo, ora attesa
tra il minuto morto e quello che spunta,
nella spinosa età della menzogna.

Patria, tu nascesti dai taglialegna,
da figli imbattezzati, da falegnami,
da quanti diedero, come un uccello
strano, una goccia di sangue alato,
e oggi rinascerai aspramente
da dove il traditore e il carceriere
ti credono per sempre sprofondata.

Come allora nascerai dal popolo.

Dal carbone uscirai, dalla rugiada.
Oggi verrai a bussare alle porte
con mani maltrattate, con frammenti
d’anima superstite, con grappoli
di sguardi che la morte non ha spento,
con attrezzi di rivolta, nascosti
come armi sotto gli stracci.

postato da Claudio Rojas

“Pour toi mon amour” di Jacques Prevert

venerdì, 7 maggio 2010

“Je suis allé au marché aux oiseaux

Et j’ai acheté des oiseaux

Pour toi

Mon amour

Je suis allé au marché aux fleurs

Et j’ai acheté des fleurs

Pour toi

Mon amour

Je suis allé au marché à la ferraille

Et j’ai acheté des chaînes

De lourdes chaînes

Pour toi

Mon amour

Et je suis allé au marché aux esclaves

Et je t’ai cherchée

Mais je ne t’ai pas trouvée

Mon amour.”

Traduzione:

“Sono andato al mercato degli uccelli
E ho comprato degli uccelli
Per te
amor mio
Sono andato al mercato dei fiori
E ho comprato dei fiori
Per te amor mio
Sono andato al mercato di ferraglia
E ho comprato catene
Pesanti catene
Per te
amor mio
E poi sono andato al mercato degli schiavi
E t’ho cercata
Ma non ti ho trovata
Amor mio.”

postato da Lilia S.